Classi Sociali presenti alla One Shot

I personaggi di “The Scar” appartenevano a classi sociali ben definite, ed ogni ruolo di ogni personaggio era  profondamente diverso dagli altri. Di seguito, la descrizione delle classi sociali.

1353922400748OURS (Organismo Unico di Rappresentanza Statale): le pochissime politiche sopravvissute nel 1984 hanno accentrato la politica italiana, diventando in breve tempo una oligarchia necessaria e indispensabile per il mantenimento dello Stato e dei Servizi. Le funzionarie dell’OURS organizzano e gestiscono le procedure e le direttive che servono a smistare i maschi Y dove servono e sanciscono l’idoneità alla maternità delle Cittadine, ma sempre e comunque secondo le esigenze di altre parti sociali. Le funzionarie e le commissarie OURS occupano senza dubbio un ruolo scomodo e difficile, con moltissimi doveri e pochissimi momenti di calma. Non è mai possibile accontentare tutti, e ogni scelta, giusta o sbagliata che sia, cambia per sempre la vita delle cittadine. Per essere funzionarie OURS servono un cuore di pietra e una mente calcolatrice, unitamente alla capacità politica di saper elaborare compromessi spesso irraggiungibili, ma che per dovere di incarico, si devono sempre cercare di ottenere.
Le procedure di selezione sono comunque un momento molto delicato. I futuri gestori dei Maschi Y vanno scelti con oculatezza, mentre (talvolta) occorre essere ferme, o astute, di fronte a qualche Cittadina Certificata o rappresentante di una parte sociale pronta a contestare le procedure di selezione.

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FORZA ARMATA: come esponente della Forza Armata, sei un’ufficiale il cui primo, fondamentale dovere è proteggere i genere Y, o chi li può proteggere meglio di te. Hai la Licenza di Sicurezza Assoluta, che ti legittima sottomettere (o, nei casi più estremi e necessari) a uccidere in oltre 120 casi previsti dalla comune giurisprudenza, subendo processo solo da una superiore autorità di Forza Armata.
Le procedure di selezione come questa sono spesso tranquille, il massimo che può succedere è l’attacco isterico di una candidata non idonea che puoi benissimo sottomettere con molta persuasione e scarso uso della forza. I problemi più grossi sono altri. Ultimamente, stanno emergendo associazioni antigovernative potenzialmente minacciose, come il gruppo “Nuova Donna” (reclamano il diritto di non essere “madri ad ogni costo”), il collettivo “Farfalle Nere” (in opposizione alle procedure di selezione delle candidate, definite una farsa di accordi sottobanco dove vince la candidata più ricca e corrotta) e la Misericordia (fanatiche religiose che intendono accentrare sulla Chiesa ogni decisione sull’uso dei maschi e sulle procedure di selezione). I tempi stanno cambiando, e forse non in meglio.

Una delle suore presenti in Commissione
Una delle suore presenti in Commissione

CHIESA CATTOLICA: Sei la figura monacale erede e sostenitrice morale della religione cristiana, trasformatasi in un culto che ha sfruttato le infrastrutture già presenti (abbazie, monasteri, chiese, cattedrali) e tutto l’impianto sociale pre esistente per evolvere le monache e gli ordini monastici femminili in un nuovo faro di speranza e di fede per il genere umano incentrato sulla figura spirituale di Maria come riferimento principale. Il fortissimo supporto sociale, spirituale e morale della Chiesa Cattolica è stato determinante per tenere unita la femminità italiana, e influenza tuttora molte scelte politiche e locali, comprese le procedure di selezione come quella che sta avvenendo in questo momento.
Molte fedeli rivolgono le loro preghiere (e offerte) alla Chiesa affinchè venga esaudito il loro desiderio di maternità, e alle più pure e generose ciò viene sempre consentito, affinchè le loro famiglie entrino in grazia di Dio con la nascita di una figlia. Come monaca, hai il dovere morale e sociale di far sì che, per tua intercessione, il maggior numero possibile di donne possa ottenere lo stesso dono di Maria: il diritto (e il dovere) di concepire una vita. In qualsiasi modo possibile.

Prelievo ematico
Prelievo ematico

CONFINDUSTRIA: Confindustria detiene, organizza e gestisce tutte le principali figure professionali femminili rimaste in vita, ed è governata dalle ereditiere dei grossi gruppi commerciali, azionistici e industriali del paese. Detentrice e accentratrice di un bagaglio professionale ed economico consistente, Confindustria può (e deve) entrare nel merito del controllo demografico in quanto deve esistere un bilanciamento fra figure professionali agricole e commerciali, fra lavoratrici industriali e addette ai servizi.
Garantire i gameti alle lavoratrici e alle dirigenti più produttive e competitive, o alle Cittadine Certificate convenzionate è possibile solo tramite la gestione di un maschio genere Y e dei suoi gameti, mentre vale sempre il detto : “La negoziante tramanda il negozio, la contadina tramanda il campo”. Un modo per far capire in poche parole come il nepotismo e la trasmissione delle competenze da madre a figlia è un sistema consolidato, che tiene in piedi la famiglia, la femminità e la società industriale così come la conoscono tutti. Senza una società complessa e tecnologica, peraltro, la fecondazione artificiale non sarebbe mai stata creata né ottimizzata, e la femminità si sarebbe estinta ancor prima di nascere.

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CITTADINA CERTIFICATA: Le Cittadine Certificate sono tali in quanto si sono sottoposte (volontariamente o meno) agli screening periodici e ai test psico attitudinali obbligatori per la fertilità. Nel salire in graduatoria di anno in anno (in modo più o meno legittimo…), finiscono con l’essere obbligatoriamente convocate a di fronte a una Commissione per essere dichiarate “idonee”, e pertanto, ricevere l’inseminazione artificiale per la maternità. Che quest’ultima fosse attesa da una vita o del tutto non desiderata, per lo Stato ciò è irrilevante: essere madre è un dovere, non un diritto.
Sessualità e affettività si sono adattate al nuovo equilibrio. Donne e ragazze nate bisessuali, impossibilitate a frequentare una controparte maschile ormai rara e inarrivabile, si sono orientate a formare coppie stabili con altre donne, mentre molte altre ragazze (soprattutto le generazioni post 86) hanno spontaneamente e gradatamente trovato normale provare affetto, e stringersi in matrimonio con altre ragazze.
sono inoltre divenute progressivamente comuni le coppie fra donne mature (pre86) e ragazze della nuova generazione (post86), ancora in grado di avere figli. Le prime cercano amore, conforto e una nuova vita dopo gravi lutti e decenni di fatiche ed impegni. Per le seconde, la figura della donna matura, determinata e con esperienza rappresenta, per la più giovane, un punto di riferimento e una solida base affettiva sulla quale appoggiarsi per fondare una nuova famiglia. In certi casi, come la natura umana insegna, ci si può trovare di fronte a un matrimonio di convenienza, o per portare avanti determinati interessi in comune.

Uno scorcio dei Genere Y
Uno scorcio dei Genere Y

MASCHIO GENERE Y: In passato li chiamavano schiavi. Ora sono un “capitale umano”. Essere di genere Y nel 2016 è estraniante. Se da 0 a 12 anni i bambini Y vivono in una realtà del tutto particolare, ma comunque “familiare”, dal momento del prelievo fino alla fine della loro vita possono finire ovunque: custoditi in comodi e ampi residence, all’interno di sterili ospedali, isolati in un bunker sorvegliato a vista, oppure in un macro istituto scolastico o di ricerca. Ognuna di queste strutture è autonomamente fornita di banca del seme e assistenza sanitaria. Abituato a prelievi ematici e controlli sanitari quasi quotidiani, isolato dai suoi simili, il maschio Y sente di essere diverso, anormale. Le pochissime occasioni per socializzare (anche con altri maschi Y) sono rappresentate dalle Commissioni come quella di oggi, ma la consapevolezza che potrebbero essere nuovamente spostati e dover cambiare il proprio ambiente, di solito, li coinvolge emotivamente.
Molti genere Y possono arrivare a sentirsi soli, depressi o con lievi turbe psichiche, altri mostrano irrequietezza, ansia o nervosismo dovuti alla loro precedente gestione. Alcuni maturano una profonda percezione di inutilità, si sentono come vacche da mungere, produttori di gameti per la fecondazione e nulla di più; altri maturano un segreto, bruciante delirio di onnipotenza dovuto alla consapevolezza che, senza di loro, il genere umano si estinguerebbe. Per il genere Y, la cosa più difficile da tollerare è che, oltre a non avere diritti, percepiscono di essere senza doveri (e quindi, senza un reale scopo di vivere), a parte quello di mangiare, dormire e attendere il prelievo settimanale di spermatozoi.

INFORMAZIONE ESSENZIALE SUI RUOLI DA GENERE Y:  Impossibilitati a rapportarsi con i propri simili ed estrapolati dalla società “normale” dai 12 anni in poi, i maschi Y erano socialmente spersonalizzati, ed è stato pertanto necessario condurre per loro un workshop individuale che li portasse ad ambientarsi, nel più attinente dei modi possibili, alla loro disumana condizione sociale.